sabato 12 luglio 2014

Bagno: come attrezzarlo per il tuo benessere

Idromassaggio in vasca o in doccia. Per trasformare il bagno di casa in una spa.

Bagno: come attrezzarlo per il tuo benessere


Vasche idromassaggio e docce superaccessoriate trasformano il bagno in un ambiente di benessere e relax. Il design è accurato, le forme e le finiture innovative. E il tutto è accessibile anche a chi non dispone di ampi spazi. Tante sono infatti le soluzioni in versioni più compatte, come i soffioni con cromoterapia e le colonne attrezzate, installabili in qualunque cabina esistente, spesso senza intervenire su impianti e murature.
La collezione per il bagno Scavolini Bathrooms comprende mobili, lavabi integrati nei piani, sanitari sospesi e a terra, rubinetterie, piatti, box doccia e vasche. Si completa inoltre di specchiere, accessori e una linea di 30 sistemi di illuminazione. www.scavolini.com
La collezione per il bagno Scavolini Bathrooms comprende mobili, lavabi integrati nei piani, sanitari sospesi e a terra, rubinetterie, piatti, box doccia e vasche. Si completa inoltre di specchiere, accessori e una linea di 30 sistemi di illuminazione. www.scavolini.com

Fattori da valutare
Quanto spazio
Bastano 170×75 cm per sdraiarsi comodamente in una vasca idromassaggio
standard e 80 cm di larghezza per un box multifunzione. E quando lo spazio è davvero poco, è sempre possibile fissare a parete un pannello doccia o un soffione con cromoterapia.
Acqua zone di Fantini è il soffione a soffitto con comandi elettronici e sei diverse combinazioni di acqua e luci. In acciaio lucido, misura 53 x 53 cm. Prezzo da rivenditore. www.fantini.it
Acqua zone di Fantini è il soffione a soffitto con comandi elettronici e sei diverse combinazioni di acqua e luci. In acciaio lucido, misura 53 x 53 cm. Prezzo da rivenditore. www.fantini.it

La doccia con miscelatore termostatico Raindance Select Showerpipe di Hansgrohe offre un abbondante getto a pioggia; ha soffione fisso e doccetta manuale (Ø 15 cm). Iva inclusa, prezzo 1440 euro. www.hansgrohe.it
La doccia con miscelatore termostatico Raindance Select Showerpipe di Hansgrohe offre un abbondante getto a pioggia; ha soffione fisso e doccetta manuale (Ø 15 cm). Iva inclusa, prezzo 1440 euro. www.hansgrohe.it
ImpiantiPossono avere funzionamento elettrico non solo le vasche e i box, ma anche colonne doccia e soffioni: andranno perciò predisposti i rispettivi attacchi. Deve essere inoltre presente l’interruttore di sicurezza. In genere l’impianto standard da 3 kW è sufficiente, ma alcuni modelli con bagno turco possono richiedere un potenziamento.
PressioneData la presenza di numerosi getti massaggianti, è necessario che l’idraulico controlli se è  sufficiente quella fornita dalla rete pubblica: generalmente tra 1 e 3 bar. In caso contrario si dovrà installare una pompa.
PesoVa verificata la portata della soletta. Una vasca idromassaggio in acrilico, da 180 x 80 cm, con pannelli frontale e laterale, pesa circa 55 kg. Quando si è immersi, vanno aggiunti il peso della persona più quello dell’acqua, circa 180 kg.
La vasca idromassaggio Squaro di Villeroy & Boch, dotata di jet plantari e dorsali, ha otto bocchette laterali Whisper Active Jets, con intensità di massaggio differenti. Misura L 180 x P 80 cm. Nella versione base, iva esclusa, prezzo a partire da 3.200 euro. www.villeroy-boch.com
La vasca idromassaggio Squaro di Villeroy & Boch, dotata di jet plantari e dorsali, ha otto bocchette laterali Whisper Active Jets, con intensità di massaggio differenti. Misura L 180 x P 80 cm. Nella versione base, Iva esclusa, prezzo a partire da 3.200 euro. www.villeroy-boch.com
Bollicine di relax
Programmi personalizzabili, con musica e luci, poggiatesta e sedute ergonomiche: sono tante le funzioni e gli accessori delle vasche idromassaggio, che tra i molti pregi vantano anche facilità d’installazione.
La vasca idromassaggio Nahho di Duravit nasconde rubinetteria, doccia a cascata e luci colorate a led dietro un top a ribalta. Gli altoparlanti opzionali sono collegabili con sistema bluetooth a dispositivi audio come lettori mp3 o smartphone compatibili. È possibile selezionare i brani e regolare il volume. Altoparlanti opzionali possono essere collegati via bluetooth a dispositivi audio. Misura L 210 x P 100 x H 53,7 cm. Nella versione base, prezzo 5.995 euro. www.duravit.it
La vasca idromassaggio Nahho di Duravit nasconde rubinetteria, doccia a cascata e luci colorate a led dietro un top a ribalta. Gli altoparlanti opzionali sono collegabili con sistema bluetooth a dispositivi audio come lettori mp3 o smartphone compatibili. È possibile selezionare i brani e regolare il volume. Altoparlanti opzionali possono essere collegati via bluetooth a dispositivi audio. Misura L 210 x P 100 x H 53,7 cm. Nella versione base, prezzo 5.995 euro. www.duravit.it
Prendere le misure
Prima dell’acquisto è utile rilevare le dimensioni del locale in cui la vasca andrà inserita e pensare alla collocazione più indicata. A volte, quando non è possibile inserirne una rettangolare, a seconda della forma del locale può esserci invece lo spazio per una ad angolo da 140 x 140 cm. Per le freestanding da centro stanza occorrono infine ambienti ampi.
Se si tratta di una sostituzione, l’idraulico potrà collegare il nuovo modello agli attacchi idrici già presenti, a condizione che si trovino all’interno dello spazio occupato dalla vasca, utilizzando vari tipi di raccordi. Lo scarico esistente, invece, viene collegato al sifone tramite un tubo specifico (detto “corrugato”).
La vasca da incasso, addossata nella parete o nell’angolo, indipendentemente da forme e dimensioni, necessita che il bacino venga inserito in una struttura – in muratura o in legno – da rivestire a piacere, per esempio con piastrelle o in resina.
La vasca Suri di Albatros, in versione pannellata anche a libera installazione, viene fornita con una o più lastre removibili (per eventuali ispezioni), che coprono la struttura metallica da cui è sorretto il bacino. I modelli freestanding, non appoggiandosi ad alcuna parete, sono rivestiti totalmente. È realizzata in WhiVe®, una speciale superficie opaca e levigata, la vasca con tastiera digitale “soft touch”. È possibile selezionare le funzioni airpool, IdroTwo, per getti laterali e dal fondo, più linfodrenaggio. Misura 140 x 140 x H 56,5 cm. Nella versione base, dal 1 ottobre, prezzo a partire da 2.234 euro. www.albatros-idromassaggi.it
La vasca Suri di Albatros, in versione pannellata anche a libera installazione, viene fornita con una o più lastre removibili (per eventuali ispezioni), che coprono la struttura metallica da cui è sorretto il bacino. I modelli freestanding, non appoggiandosi ad alcuna parete, sono rivestiti totalmente. È realizzata in WhiVe®, una speciale superficie opaca e levigata, la vasca con tastiera digitale “soft touch”. È possibile selezionare le funzioni airpool, IdroTwo, per getti laterali e dal fondo, più linfodrenaggio. Misura 140 x 140 x H 56,5 cm. Nella versione base, dal 1 ottobre, prezzo a partire da 2.234 euro. www.albatros-idromassaggi.it

La vasca in acrilico Sharp di Jacuzzi, con 4 bocchette idromassaggio e 6 dorsali rotanti, è completa di telecomando, faro subacqueo e poggiatesta in technogel. Esiste nelle misure L 170 x P 70 (o 75) x H 57 cm. Iva esclusa, prezzo a partire da 3.191 euro. www.jacuzzi.eu
La vasca in acrilico Sharp di Jacuzzi, con 4 bocchette idromassaggio e 6 dorsali rotanti, è completa di telecomando, faro subacqueo e poggiatesta in technogel. Esiste nelle misure L 170 x P 70 (o 75) x H 57 cm. Iva esclusa, prezzo a partire da 3.191 euro. www.jacuzzi.eu
Con idromassaggio
Selezionabili in modo indipendente o in associazione tra loro, le bocchette di queste vasche offrono diversi tipi di massaggio.
Due sono le tecniche principali:

  • Whirlpool – Consiste in un sistema di bocchette orientabili, poste sulle pareti laterali del bacino, che eroga acqua miscelata ad aria. La pressione è regolabile in modo da offrire azioni massaggianti diverse.
  • Airpool – L’aria, da sola o miscelata a ozono (un gas atossico e inodore), viene immessa nell’acqua della vasca attraverso appositi diffusori disposti sul fondo del bacino. A seconda dei modelli e dei programmi, il massaggio può essere continuo o intermittente.
La vasca Sensual di Hafro, completata da lavabo e vani a giorno che ne occupano tutta la lunghezza, diventa una soluzione d’arredo compatta e di grande effetto estetico. Ha comandi che si attivano con una lieve pressione. La vasca airpool, realizzata in Corian®, ha lavabo integrato e dispone di seduta ergonomica e poggiatesta. Esiste in versione solo vasca, con lavabo o con doccia. Misura 250 x 120 cm. Iva esclusa, prezzo 15.300 euro. www.hafro.it
La vasca Sensual di Hafro, completata da lavabo e vani a giorno che ne occupano tutta la lunghezza, diventa una soluzione d’arredo compatta e di grande effetto estetico. Ha comandi che si attivano con una lieve pressione. La vasca airpool, realizzata in Corian®, ha lavabo integrato e dispone di seduta ergonomica e poggiatesta. Esiste in versione solo vasca, con lavabo o con doccia. Misura 250 x 120 cm. Iva esclusa, prezzo 15.300 euro. www.hafro.it

Più liberi dai vincoli
Soffioni e colonne attrezzate consentono di costruirsi un’oasi di benessere in qualsiasi tipo di ambiente. Possono essere installati anche in un box esistente, sopra la vasca o in versione passante. O anche a centro stanza, ma bisogna predisporre gli attacchi a terra.

Il box doccia Transtube di Roca a pianta circolare è attrezzato con una colonna termostatica in acciaio inox. Ha base rivestita in Styltech, materiale antiscivolo, e porte automatiche. Misura Ø 115 x 212,5 cm. Prezzo su richiesta. www.roca-italia.com
Il box doccia Transtube di Roca a pianta circolare è attrezzato con una colonna termostatica in acciaio inox. Ha base rivestita in Styltech, materiale antiscivolo e porte automatiche. Misura Ø 115 x 212,5 cm. Prezzo su richiesta. www.roca-italia.com
Il pannello doccia Pictor, coll. Trendy di Samo, prevede nebulizzatori attraverso i quali l’acqua fuoriesce in minuscole goccioline. Sotto il soffione, invece, il getto è a lama. Misura L 40,5 x P 19 x H 143 cm. Prezzo 1.212 euro. www.samo.it
Il pannello doccia Pictor, coll. Trendy di Samo, prevede nebulizzatori attraverso i quali l’acqua fuoriesce in minuscole goccioline. Sotto il soffione, invece, il getto è a lama. Misura L 40,5 x P 19 x H 143 cm. Prezzo 1.212 euro. www.samo.it
Loop di Nobili Rubinetterie, grazie a dispositivi termostatici, assicura che l’acqua venga sempre erogata alla temperatura impostata, senza bisogno di intervenire regolandola, e senza pericolo di scottature.  La colonna doccia termostatica può essere installata anche in spazi ridotti, con ampio soffione (22 cm) e getti massaggianti laterali. Misura L 10 x H 180 cm. Prezzo  3.016 euro. www.grupponobili.it
Loop di Nobili Rubinetterie, grazie a dispositivi termostatici, assicura che l’acqua venga sempre erogata alla temperatura impostata, senza bisogno di intervenire regolandola, e senza pericolo di scottature. La colonna doccia termostatica può essere installata anche in spazi ridotti, con ampio soffione (22 cm) e getti massaggianti laterali. Misura L 10 x H 180 cm. Prezzo 3.016 euro. www.grupponobili.it

I soffioni Shirò di Zazzeri possono avere luci fisse o in sequenza di vari colori. Installato a soffitto, il soffione quadrato eroga un getto d’acqua a pioggia e integra un faretto con luce colorata per la cromoterapia. Fa parte di una collezione che prevede anche soffioni con getto a cascata e soffioncini laterali. Misura 25 x 25 x H 3 cm. Prezzo 728 euro. www.zazzeri.it
I soffioni Shirò di Zazzeri possono avere luci fisse o in sequenza di vari colori. Installato a soffitto, il soffione quadrato eroga un getto d’acqua a pioggia e integra un faretto con luce colorata per la cromoterapia. Fa parte di una collezione che prevede anche soffioni con getto a cascata e soffioncini laterali. Misura 25 x 25 x H 3 cm. Prezzo 728 euro. www.zazzeri.it
La soluzione per il bagno Sun di Zucchetti si compone di un miscelatore monocomando cromato da incasso, adatto sia per vasca sia per doccia, e da soffioncini laterali. Il getto aerato consente un maggior risparmio idrico. Il miscelatore, completo di elemento per incasso a parete, Iva esclusa, prezzo 165 euro; ciascun soffioncino, Iva esclusa, prezzo 45 euro. www.zucchettikos.com
La soluzione per il bagno Sun di Zucchetti si compone di un miscelatore monocomando cromato da incasso, adatto sia per vasca sia per doccia, e da soffioncini laterali. Il getto aerato consente un maggior risparmio idrico. Il miscelatore, completo di elemento per incasso a parete, Iva esclusa, prezzo 165 euro; ciascun soffioncino, Iva esclusa, prezzo 45 euro. www.zucchettikos.com
Cromoterapia
I colori possono in alcuni casi influenzare in modo significativo emozioni e benessere psicofisico. Quelli caldi come il rosso, il giallo e l’arancione sono considerati stimolanti ed energizzanti; calmanti e rilassanti, invece, quelli freddi come il blu, il viola e il verde. Nelle vasche e nelle docce la cromoterapia viene utilizzata attraverso “l’acqua solarizzata“,  cioè irradiata da una sorgente luminosa - in questo caso led - di un preciso colore. Rosso, blu, verde e giallo, più il bianco sono quelli fondamentali, anche combinati tra loro.
Il pannello doccia con cromoterapia Soffio Led di Webert può essere appeso come un quadro, senza necessità di intervenire sulla parete. I led frontali sembrano colorare l’acqua che scende dal soffione. Il pannello doccia in acciaio inox è completo di led per cromoterapia, doccetta, soffione, soffioncini laterali e miscelatore termostatico. Misura L 30 x H 182 cm. Iva esclusa, prezzo 2.730 euro. www.webert.it
Il pannello doccia con cromoterapia Soffio Led di Webert può essere appeso come un quadro, senza necessità di intervenire sulla parete. I led frontali sembrano colorare l’acqua che scende dal soffione. Il pannello doccia in acciaio inox è completo di led per cromoterapia, doccetta, soffione, soffioncini laterali e miscelatore termostatico. Misura L 30 x H 182 cm. Iva esclusa, prezzo 2.730 euro. www.webert.it
Effetti suggestivi
La sensazione di camminare sull’acqua, mentre dall’alto una pioggia colorata lambisce il corpo. Un’atmosfera ricreabile con una doccia passante dotata di cromoterapia e scarico direttamente a terra sul pavimento “artistico” in resina.
La lampada per doccia Sandwich di Cristina Rubinetterie in acciaio inox è dotata di 72 led che solarizzano l’acqua in vari colori, selezionabili tramite centralina. Misura Ø 24 x H 45,3 cm. Iva esclusa, prezzo 4.100 euro. www.crs-group.it
La lampada per doccia Sandwich di Cristina Rubinetterie in acciaio inox è dotata di 72 led che solarizzano l’acqua in vari colori, selezionabili tramite centralina. Misura Ø 24 x H 45,3 cm. Iva esclusa, prezzo 4.100 euro. www.crs-group.it

Il pavimento Gobbetto Dega Art® di Gobbetto resistente all’umidità è realizzato in resina con aggiunta di polveri metalliche color argento. Prezzo su richiesta. www.gobbetto.com

Monoblocchi attrezzati
I multifunzione non sono semplici box doccia, ma prodotti che possono riunire vari tipi di massaggio, bagno turco, radio, diffusori di essenze e cromoterapia.
Il box in cristallo temperato Ghibli di Saunavita concentra doccia, bagno turco, musica e cromoterapia. Misura L 150 x P 120 x H 215 cm. Nella versione base, Iva esclusa, costa 16.700 euro. www.saunavita.com
Il box in cristallo temperato Ghibli di Saunavita concentra doccia, bagno turco, musica e cromoterapia. Misura L 150 x P 120 x H 215 cm. Nella versione base, Iva esclusa, costa 16.700 euro. www.saunavita.com
Bagno turco
È un metodo di origine antichissima che sfrutta i benefici del calore sull’organismo. All’interno del bagno turco si sviluppa infatti una costante nube di vapore, con una temperatura che varia tra i 40 e i 60 °C e che aumenta procedendo dal basso verso l’alto. Per potenziarne gli effetti si aggiungono spesso oli essenziali. La seduta dura in genere 15 minuti; appena usciti ci si immerge immediatamente per 30 secondi in una vasca colma d’acqua fredda; in alternativa, si utilizza la doccia. È possibile ripetere il percorso più volte. Al termine occorre osservare una pausa di relax di almeno 20 minuti.
Il modello multifunzione Kromos di Arblu, arricchito con doccia scozzese, prevede sei idrogetti orientabili per tre tipi di effetti: soft, medium e hard. Si parte da un idromassaggio a temperatura costante per poi passare all’alternanza di acqua calda e fredda che produce un’azione tonificante. Con pannello interno a finitura ardesia nera, offre aromaterapia, bagno turco, cromoterapia e doccia scozzese. Misura L 80 x P 100 x H 215 cm. Prezzo 9.355 euro. www.arblu.it
Il modello multifunzione Kromos di Arblu, arricchito con doccia scozzese, prevede sei idrogetti orientabili per tre tipi di effetti: soft, medium e hard. Si parte da un idromassaggio a temperatura costante per poi passare all’alternanza di acqua calda e fredda che produce un’azione tonificante. Con pannello interno a finitura ardesia nera, offre aromaterapia, bagno turco, cromoterapia e doccia scozzese. Misura L 80 x P 100 x H 215 cm. Prezzo 9.355 euro. www.arblu.it
ll box doccia Light di Teuco con tetto e piatto in Duralight® ha colonna per vapore, getti effetto raining e a cascata. Misura 120 x 80 cm. Prezzo 9.252 euro. www.teuco.it
ll box doccia Light di Teuco con tetto e piatto in Duralight® ha colonna per vapore, getti effetto raining e a cascata. Misura 120 x 80 cm. Prezzo 9.252 euro. www.teuco.it
Che cosa prevedere per l’installazione
Prima della posa del box occorre assicurarsi che pareti e pavimenti siano ortogonali e in bolla. Devono inoltre essere già piastrellati o rivestiti, ma privi di battiscopa o sporgenze. A seconda del modello scelto, i collegamenti elettrici andranno posizionati a un’altezza compresa tra i 160 e i 200 cm da terra; in ogni caso, dovranno essere realizzate all’interno dell’ipotetico ingombro della cabina. Lo stesso vale per quelli idraulici. Questi prodotti sono tutti alimentati con tensione di rete (230/240 Volt) e richiedono interruttori di sicurezza per disconnettere il circuito in caso di guasto o sovraccarichi.
Matrix midi di Treesse, perfetta sintesi tra vasca e box, integra i benefici del massaggio subacqueo e dell’ozonoterapia. La cromoterapia è presente sia nella vasca sia nel tettuccio. Il combinato prevede vasca con idromassaggio, airpool, cromoterapia e ozonoterapia e box in cristallo temperato con soffione, nebulizzatori. Misura 170 x P 138 x H 220 cm. Prezzi 13.010 euro. www.gruppotres.it
Matrix midi di Treesse, perfetta sintesi tra vasca e box, integra i benefici del massaggio subacqueo e dell’ozonoterapia. La cromoterapia è presente sia nella vasca sia nel tettuccio. Il combinato prevede vasca con idromassaggio, airpool, cromoterapia e ozonoterapia e box in cristallo temperato con soffione, nebulizzatori. Misura 170 x P 138 x H 220 cm. Prezzi 13.010 euro. www.gruppotres.it

cos'è il prestito vitalizio ipotecario e perché diventerà più conveniente

 

image_credit: 

gtres

la norma volta a risolvere le criticità del prestito vitalizio ipotecario, conosciuto anche come "mutuo inverso" ha ottenuto l'ok dalla camera. primo passo per rendere più conveniente un istituto che esiste da tempo nel nostro paese, ma che fino al momento è stato poco utilizzato. ma vediamo come funziona e quali sono le modifiche all'esame del parlamento

il prestito vitalizio ipotecario è un contratto stipulato tra il proprietario di casa over 65 e una banca o una finanziaria con il quale il primo ottiene un finanziamento garantito da un'ipoteca. la somma ottenuta va dal 18 al 40% del valore dell'immobile a seconda dell'età del richiedente e delle aspettative di vita
il proprietario di casa potrà decidere di chiudere quando vuole il contratto, pagando alla banca il capitale ricevuto più gli interessi, oppure lasciare che siano gli eredi a liquidare il prestito vendendo la casa al finanziatore o rimborsando il prestito ottenuto con gli interessi maturati nel tempo

la modifica del contratto
punto fondamentale della proposta di legge, che ha ottenuto l'ok dalla camera, è la salvaguardia della casa di proprietà. se il valore dell'abitazione diminuisce nel tempo e il debito diventa superiore al valore della casa, la banca non può pretendere più di quanto verrà ricavato dalla vendita della stessa

ma non solo. la nuova norma prevede inoltre che le varie imposte ipotecarie calcolate sulla somma erogata siano trasformate in un'unica imposta sostituitiva dello 0,25%. chi stipula un prestito vitaliazio inoltre, non può vendere l'immobile, cedere l'usufrutto o affittarlo

IUC. Imposta Unica Comunale

 

IUC. Imposta Unica Comunale

La  FIMAA Italia, con i suoi consulenti, ha diffuso una trattazione chiara e sintetica relativa al tema della nuova imposta destinata ai Comuni, denominata IUC (Imposta Unica Comunale), formata dalla componente patrimoniale dell’IMU, dalla componente relativa ai servizi cosiddetti indivisibili qual è la TASI e dalla TARI riguardante la raccolta dei rifiuti.

Una circolare, di sicura utilità, è stata inviata dalla Fimaa a tutti gli Agenti Immobiliari Associati per chiarire la situazione attuale delle imposte comunali che colpiscono la casa e ad affrontare preparati l’argomento con la clientela;  uno dei motivi che spingono un proprietario ad alienare il proprio immobile, ovvero il potenziale compratore a non acquistarne uno nuovo, è proprio quello dovuto al carico fiscale che ormai da troppi anni il bene immobiliare si porta dietro.

Apprezziamo la chiarezza espositiva del Consulente Fimaa Dott. Pantanella, preziosa per  cercare di comprendere la barocca architettura delle numerose imposte  che leziosamente vengono dai nostri governanti denominate “uniche” 

Con la Legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) è stata introdotta nel nostro ordinamento, a partire dal 1° gennaio 2014, una nuova imposta il cui gettito è destinato ai Comuni, denominata IUC (Imposta Unica Comunale), avente una componente di natura patrimoniale (IMU) e una componente di servizi  (comprendente la TASI, relativa ai servizi indivisibili, e la TARI, relativa alla raccolta dei rifiuti).

Ne  riepiloghiamo di seguito i contenuti.

IMU
Colpisce il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale e grava sul possessore.
Per “abitazione principale” si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano
come unica unità immobiliare, nel quale il suo possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Se l’abitazione principale è stabilita in un immobile di lusso (A/1, A/8 o A/9), l’IMU è comunque dovuta.

Sono tenuti al versamento:
- il proprietario (se titolare della proprietà “piena”);
- l’usufruttuario (nel caso in cui nudo proprietario e usufruttuario siano soggetti diversi);
- il titolare del diritto d’uso;
- il titolare del diritto di abitazione (coniuge superstite, con riferimento alla casa coniugale);
- il titolare del diritto di enfiteusi;
- il titolare del diritto di superficie;
- il concessionario di aree demaniali;
- l’utilizzatore, in forza di un contratto di leasing;
- il coniuge assegnatario (a seguito di separazione o di divorzio).

Ne consegue che, non sono tenuti al versamento:
- il nudo proprietario;
- l’inquilino (l’IMU è dovuta dal locatore);
- la società di leasing concedente (l’IMU è dovuta dall’utilizzatore);
- il comodatario (l’IMU è dovuta dal comodante, in quanto titolare dell’immobile);
- l’affittuario dell’azienda che comprende un immobile (l’IMU è dovuta dal proprietario dell’azienda che la ha concessa in affitto);
- il coniuge non assegnatario (in caso di separazione o di divorzio).

La base imponibile, per gli immobili censiti in catasto, è data dal valore catastale determinato
tenendo conto della rendita catastale risultante al 1° gennaio 2014, rivalutata del 5% e moltiplicata per i seguenti coefficienti:
- 160 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A (escluso l’A/10), C/2, C/6 e C/7;
- 140 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5;
- 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali D/5 e A/10;
- 65 per i fabbricati classificati nella categoria D (escluso il D/5);
- 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Il versamento va effettuato in due tranches:
- l’acconto va versato il 16 giugno 2014, nella misura del 50% dell’IMU dovuta sulla base delle aliquote 2013;
- il saldo va versato il 16 dicembre 2014, con applicazione delle aliquote 2014 che i Comuni debbono
approvare entro il 28 ottobre.
Oltre al versamento, vanno effettuati gli obblighi dichiarativi, consistenti:
- nell’indicazione dell’imposta dovuta in dichiarazione dei redditi (Unico o 730);
- nella dichiarazione di variazione, da presentare al Comune entro il 30 giugno, nel caso in cui nel corso  del 2013 siano intervenute modifiche negli elementi di determinazione dell’imposta.

TASI
E’ destinata alla copertura dei servizi indivisibili dei Comuni, ad integrazione del gettito IMU;
diversamente dall’IMU (il cui gettito va in parte allo Stato), il gettito della TASI è destinato integralmente  al Comune.
Colpisce il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione
principale, e di aree fabbricabili, con eccezione dei terreni agricoli.
Sono tenuti al versamento:
- i possessori dell’immobile (secondo gli stessi criteri dell’IMU);
- i detentori dell’immobile (ad esempio, inquilini e comodatari), sui quali grava una quota del tributo, che il Comune può stabilire in una percentuale che varia dal 10 al 30% (la parte rimanente grava sul
possessore).
La base imponibile è la stessa dell’IMU.
L’aliquota base è pari all’1 per mille; il Comune può azzerarla, o aumentarla fino al 2,5 per mille,
non superando, comunque, tra IMU e TASI il massimo previsto per l’IMU (6 per mille per le abitazioni  principali, 10,6 per mille per gli altri immobili); per il 2014, è consentito ai Comuni di innalzare tali limiti dello 0,8 per mille.
Il versamento va effettuato, a mezzo F24 o bollettino postale, in due tranches:
- l’acconto (pari al 50%) va versato il 16 giugno;
- il saldo va versato il 16 dicembre.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 giugno 2014 un decreto-legge, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che ha stabilito, per l’anno 2014, un regime derogatorio ai versamenti della TASI, così  articolato:

- per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione TASI entro il 23 maggio 2014, viene confermato l’obbligo di versamento dell’acconto entro il 16 giugno, sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune;
- per i Comuni che non hanno assunto la deliberazione entro il 23 maggio, la scadenza del versamento
dell’acconto viene posticipata al 16 ottobre 2014 e viene fissato, alla data del 10 settembre, il termine per i Comuni per deliberare;
- nell’ipotesi in cui il Comune non deliberi entro il 10 settembre, l’imposta sarà dovuta, in unica
soluzione, il 16 dicembre 2014, applicando l’aliquota base dell’1 per mille; in questa ipotesi, la TASI
dovuta dal detentore dell’immobile (inquilino, comodatario), sarà pari al 10% del totale, restando il 90% a carico del possessore.

TARI
Presupposto della TARI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o aree scoperte, a
qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.
La base imponibile è data dalla superficie calpestabile; ai fini dell’applicazione della TARI si
considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti.
La tariffa viene stabilita dal Comune, prendendo a riferimento i criteri determinati con il regolamento di  cui al D.P.R. 27/12/1999 n.158.
Il versamento va effettuato a mezzo modello F24, bollettino di c/c postale, o utilizzando le altre
modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.
I termini di versamento sono fissati dai Comuni, che debbono prevedere “di norma” almeno due
scadenze semestrali, differenziate rispetto alla TASI; è comunque consentito il pagamento in unica
soluzione, entro il 16 giugno.
Come per la precedente tassa sui rifiuti, in genere il Comune invia al contribuente il bollettino con
l’importo da pagare.
I soggetti passivi debbono presentare la denuncia TASI entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dell’immobile assoggettato al tributo; la denuncia ha effetto anche per gli anni successivi (salvo variazioni dei dati dichiarati, che incidono sull’ammontare del tributo).

a cura dei Consulenti FIMAA
STUDIO Giovanni Pantanella
commercialista revisore contabile
e Cinzia Califano
consulente del lavoro

Detrazione per ristrutturazione: spese pagabili anche con finanziamento

 

I lavori di ristrutturazione edilizia per cui fruire della detrazione Irpef al 50% possono essere sostenuti anche con una finanziaria. Questa e altre le nuove indicazioni che dà l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 11/E in merito alla detrazione per ristrutturazione edilizia. Vediamo i dettagli. In riferimento alla detrazione per lavori di ristrutturazione, l’Agenzia chiarisce che in caso di lavori eseguiti su immobili di cui i coniugi siano comproprietari, il bonus al 50% è fruibile da entrambi, anche se nelle fatture o bonifici con cui sono pagati i lavori, compare solo uno di essi, ma entrambi hanno sostenuto la spesa. Anche se non c’è l’indicazione dell’altro coniuge sulla fattura, è importante che vi sia la quota di spesa da questi sostenuto per fruire della detrazione al 50%.

Nel caso dei condomini, particolare è la situazione dei cosiddetti “condomìni minimi”, ossia quelli che non hanno più di otto condòmini e che perciò non sono obbligati a nominare un amministratore. Per fruire della detrazione fiscale, occorre richiedere l’attribuzione del codice fiscale. Inoltre, nei bonifici con cui sono pagate le spese, deve essere riportato sia il codice fiscale del condominio sia quello del condomino che effettua il pagamento, mentre le fatture di spesa devono essere intestate al condominio.

Una novità molto importante riguarda le modalità di pagamento delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia. Queste infatti possono essere pagate anche da una società finanziaria che paga il corrispettivo al soggetto fornitore, per il contribuente che ha stipulato il finanziamento, con un bonifico bancario o postale.

In merito proprio ai bonifici questi devono contenere elementi precisi come la causale del versamento in cui è indicata la normativa per la detrazione per ristrutturazione. Anche se viene indicata erroneamente nella causale la normativa sulla riqualificazione energetica in luogo di quella sulla ristrutturazione, si riconosce sempre la detrazione Irpef al 50%, purché banche e poste possano comunque applicare la ritenuta al 4%.

Comprare casa: accendere il mutuo. Ultimo step

 

Per l’acquisto dell’immobile prescelto, la maggior parte delle persone deve ricorrere al mutuo, definito dall’art. 1813 del Codice civile come “un contratto col quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”. Gli istituti bancari, dopo una serie di accertamenti (requisiti legali, età e reddito del richiedente, valore dell’immobile, ecc.), possono decidere se erogarlo o meno.
Prima di accendere un mutuo, è necessario capire quali sono le effettive entrate familiari e le uscite, così da valutare bene la quota mensile che è possibile destinare al finanziamento. Di solito, affinché la banca accetti la richiesta, la rata del mutuo deve essere inferiore al 40% del reddito familiare.

Ascoltare le condizioni della propria banca di fiducia è il primo passo, ma è consigliabile valutare anche le offerte degli istituti concorrenti, prestando particolare attenzione al Taeg e allo spread. Il primo indica il costo effettivo del finanziamento, il secondo il guadagno della banca. Lo spread varia da un istituto all’altro e il suo valore dipende soprattutto dalle condizioni del mercato creditizio.
Il dubbio che si pongono molte persone riguarda, però, la scelta del tasso d’interesse da corrispondere alla banca. Fisso, variabile, decidere non è mai semplice e nessun utente, all’atto dell’accensione del mutuo, può avere la certezza di aver fatto la scelta più conveniente. Con il tasso fisso per l’intera durata del mutuo il cliente paga lo stesso interesse alla banca. Con quello variabile, invece, si paga in base all’andamento mensile dei tassi d’interesse. Oltre ai due tassi standard, esistono altre forme che offrono maggiori garanzie e minori rischi. I cosiddetti mutui “capped rate”, ad esempio, anche se prevedono un tasso variabile, fissano la rata massima che il cliente può pagare, tutelandolo di fatto da eventuali aumenti eccessivi. Un’altra soluzione vantaggiosa è quella del tasso misto: l’utente, con cadenza di tempo decisa a priori, passa da fisso a variabile e viceversa.

Qualora le finanze lo consentano, il cliente può decidere di interrompere il mutuo ed estinguere il suo debito con la banca, evitando di pagare i restanti interessi. A tal proposito, per i mutui accesi dopo il 2 febbraio 2007 (Decreto Bersani) non è prevista nessuna penale. Molte banche nel “pacchetto” del finanziamento, inseriscono anche una polizza assicurativa che mette al riparo da eventuali rischi. Sul sito dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) è attivo un servizio ad hoc che consente di confrontare le offerte e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Il cliente che ha acceso un mutuo per l’acquisto della prima abitazione può inoltre usufruire di alcune agevolazioni fiscali, fra cui la detrazione Irpef. Per saperne di più http://www.cosedicasa.com/7302014-detrazione-irpef-per-interessi-passivi-sui-mutui-28664/. Infine un aspetto molto importante che merita attenzione è quello della surroga, cioè la possibilità di spostare il mutuo in un’altra banca che offre all’utente migliori condizioni. Con il “nuovo” istituto bancario si possono discutere tasso e durata del finanziamento, mentre l’importo non è modificabile. In teoria, il cliente può surrogare più volte (un po’ come avviene con i gestori telefonici), ma in pratica l’operazione è unica. Le banche, infatti, non sono disposte ad accettare utenti che hanno già surrogato, perché perderli comporterebbe dei costi non indifferenti. Per questo motivo la carta della surroga va giocata una volta e nel migliore dei modi. L’utente che la sceglie non paga nulla, essendo le spese d’istruttoria della pratica e di perizia sull’immobile a carico della banca che subentra.

In arrivo nuove regole per gli impianti di climatizzazione: aggiornati il libretto e il rapporto di efficienza energetica.

 

In arrivo nuove regole per gli impianti di climatizzazione: aggiornati il libretto e il rapporto di efficienza energetica.

Il decreto 10 febbraio 2014 ha introdotto l'obbligo, per gli impianti di climatizzazione invernale o estiva vecchi o nuovi che siano, di munirsi di un libretto di impianto conforme al modello riportato nel decreto stesso, oltre che di effettuare un controllo e stendere un rapporto sull'efficienza energetica. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

iStock 000037045778SmallEntro il 15 ottobre 2014 tutti i possessori di un impianto termico di climatizzazione estivo o invernale come caldaia e condizionatore dovranno adeguare i modelli di libretto e i rapporti di efficienza energetica, in conformità alla nuova normativa di manutenzione sancita dall'art. 7 comma 6 del Dpr 74/2013. L'obbligo è stato fissato prima dal decreto 10 febbraio 2014 con data "a partire dal 1 giugno", ma poi il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 20 giugno 2014 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2014) ha prorogato al 15 ottobre 2014 il termine entro il quale effettuare l'adeguamento.

Il nuovo libretto sarà unico e composto da varie schede, come da allegato I del decreto 10 febbraio. Le schede riguarderanno sia gli impianti di riscaldamento sia quelli di raffreddamento, vecchi o nuovi. In caso di installazione di un impianto nuovo, sarà l'installatore stesso a fornire e compilare il libretto, mentre per gli impianti già esistenti l'incombenza ricadrà sul soggetto responsabile, quindi il proprietario o chi occupa l'immobile ad altro titolo, che dovrà preoccuparsi di demandare al tecnico manutentore la compilazione dei dati tecnici. I vecchi libretti verranno lasciati in allegato al nuovo. E' possibile scaricare il libretto dal sito del Ministero dello sviluppo economico per la compilazione manuale, oppure per la compilazione telematica grazie ad una guida in linea, accedendo in questo caso al sito del CTI (Comitato Termotecnico Italiano), ma rimane l'obbligo di stamparlo nel caso di eventuali ispezioni.

Lo stesso decreto sancisce anche il rinnovamento dei moduli per i rapporti di controllo dell'efficienza energetica su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW, con o senza produzione di acqua calda sanitaria. Questi vengono rilasciati dai tecnici dopo ogni intervento di manutenzione ordinaria o di controllo, con periodicità indicata per la manutenzione dal manuale tecnico dell'impianto, per il controllo dall'art. 7 del Dpr 74/2013. I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati all'atto della prima messa in esercizio dell'impianto (a cura dell'installatore), nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore, e in tutti i casi di interventi che modifichino l'efficienza energetica. Il rapporto dovrà essere redatto conformemente ai modelli riportati negli allegati II (per i gruppi termici), III (per i gruppi frigo), IV (scambiatori) e V (cogeneratori) del decreto 10 febbraio 2014. L'obbligo di conformità ai modelli non si applica invece agli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili di cui al D. Lgs. n. 28/2011, anche se permane la disposizione di compilare del libretto.

La disciplina stabilita dal D.P.R. n. 74/2013 si applica ai territori per i quali le Regioni o le Province autonome non abbiano ancora adottato propri provvedimenti di applicazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia, e comunque fino alla data di entrata in vigore di tali provvedimenti.

Le sanzioni, in caso di mancato adeguamento alle norme sopra descritte, potrebbero arrivare ai proprietari o agli occupanti ad altro titolo degli immobili, sia in caso di mancati controlli (in questo caso con multe variabili da 500 a 3.000 euro) sia in caso di mancata autocertificazione degli stessi al Comune. La mancata compilazione dei rapporti di controllo, sanzionata con una multa che va da 1000 a 6.000 euro, è invece responsabilità del tecnico che li effettua.

Occupazione abusiva di un immobile, cos’è cambiato con il Piano Casa?

 

Occupazione abusiva di un immobile, cos’è cambiato con il Piano Casa?

Il Piano Casa ha introdotto un'importante novità contro l'occupazione abusiva di immobili, stabilendo che chiunque se ne renda responsabile non possa chiedere la residenza né l'allacciamento delle utenze. Vediamo cosa comporta il nuovo quadro normativo.

iStock 000000878115SmallLa lotta all'occupazione abusiva di immobili riparte dall'art. 5 del decreto-legge n. 47 del 28 marzo 2014, il cosiddetto Piano Casa, nel quale viene prescritto che "chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza nè l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge". Situazione capovolta, dunque, per gli abusivi, che secondo il precedente quadro normativo potevano ottenere la residenza nell'immobile detenuto in maniera irregolare pur in pendenza di un procedimento penale.

Con la nuova normativa la residenza potrà essere richiesta non solo in base all'abitualità della dimora nell'abitazione, ma anche in base alla regolarità del titolo di occupazione, per cui nel caso non ne venga dimostrata la legittimità, la dichiarazione di residenza non sarà ottenuta dall'abusivo. Ma come si può dimostrare l'occupazione legittima dell'alloggio? Al momento della richiesta di cambio di iscrizione anagrafica o di cambio di abitazione, è necessario presentando copia del titolo che ne consente l'occupazione, o tramite dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in caso di documenti depositati presso un ente pubblico, mentre le persone che non sono in possesso di un documento che dimostri la titolarità all'occupazione dell'immobile potranno ripiegare su una dichiarazione del proprietario. Questa la documentazione da allegare alla dichiarazione di residenza per attestare il titolo di occupazione dell'alloggio:

Titolo occupazione alloggio

Documentazione

Proprietario

- Copia del titolo di proprietà

- Dichiarazione sostitutiva

Preliminare di vendita registrato

- Copia del preliminare

- Dichiarazione sostitutiva

Preliminare di vendita non registrato

- Copia del preliminare

Usufruttuario

- Copia del titolo costitutivo dell’usufrutto

- Dichiarazione sostitutiva

Familiare del proprietario (comodato verbale)

- Indicazione delle generalità del famigliare nel contratto di locazione

- In mancanza: dichiarazione di assenso del proprietario

Locatario con contratto (il contratto deve essere registrato pena la sua nullità in base all’art.1, c.346 della L. n.311/2004)

- Copia del contratto di locazione

- Dichiarazione sostitutiva

Comodatario con atto registrato (l’atto di comodato deve essere registrato a norma dell’art.5, c.4 del d.P.R. n.131/1986)

- Copia del titolo costitutivo del comodato d’uso

- Dichiarazione sostitutiva

Comodato verbale

- dichiarazione di assenso del proprietario

Altro titolo di occupazione dell’alloggio:

- diritto reale d’uso

- diritto reale di abitazione

- Copia dell’atto pubblico trascritto

- Dichiarazione sostitutiva

Assegnatari di alloggi di Cooperative edilizie - proprietà divisa

- Copia del titolo di proprietà

- Dichiarazione sostitutiva

Assegnatari di alloggi di Cooperative edilizie - proprietà indivisa

- Copia dell’atto di assegnazione

Assegnatari di alloggi di Enti pubblici (Edilizia residenziale sovvenzionata: IACP, ACER, Comune, ecc.)

- Copia dell’atto di assegnazione

- Dichiarazione sostitutiva

Assegnatari di alloggi di edilizia privata convenzionata o agevolata

- Copia del titolo di proprietà

- Dichiarazione sostitutiva

Usucapione

- Copia della sentenza in cui venga dichiarato che si è compiuto l’usucapione.

A sua volta il proprietario verrà informato della richiesta di residenza presso l'abitazione di sua proprietà grazie ad un avviso di avvio del procedimento (art. 7 L.241/1990) e avrà così la possibilità di segnalare eventuali abusi o assenze del titolo abitativo. Il procedimento per l'accertamento dei requisiti per l'iscrizione anagrafica si deve concludere entro 45 giorni, ma nel caso venga dimostrato che il richiedente non abbia titolo all'iscrizione in anagrafe anche oltre tale arco di tempo, comunque si potrà arrivare alla nullità dell'iscrizione anagrafica.

Ricordatevi che per occupazione abusiva di un immobile non si intende solo il caso di esterni che si insediano in una proprietà privata; si parla di reato anche quando un contratto regolare, che sia di affitto o di vendita, o per servizi relativi alla casa viene firmato da qualcuno che non poteva farlo, ad esempio i contratti stipulati per i servizi di telefonia fissa, per l'allacciamento di acqua, gas o elettricità. Infatti con l'approvazione del Piano Casa tutti i nuovi contratti per pubblici servizi dovranno riportare i dati del richiedente ma anche l'accertamento del titolo che questi ha sulla proprietà da servire. Nel caso in cui il richiedente risulti diverso dal proprietario o inquilino o altro avente titolo accertato, per attivare il servizio occorre la firma o la delega firmata di chi possiede il titolo, e se questo non avviene il contratto è da considerarsi nullo.