domenica 11 gennaio 2015

istat: continua la discesa dei prezzi delle case usate, ma le abitazioni nuove registrano la prima crescita in due anni(scarica pdf)

 

 

nel terzo trimestre dell'anno continua la discesa dei prezzi delle case. secondo le stime dell'istituto di statistica nazionale, il valore delle abitazioni è sceso dello 0,5% nel terzo trimestre dell'anno appena trascorso, e del 3,9% nei confronti dello stesso periodo del 2013. la flessione riguarda però solo le case usate, mentre le abitazioni nuove subiscono il primo aumento dopo due anni (+0,7%)

secondo i dati ancora provvisori dell'istat, il calo congiunturale dipende esclusivamente dalla diminuzione dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,7%), per le abitazioni nuove si registra invece un aumento dei prezzi rispetto al trimestre precedente (+0,7%), il primo dopo due anni

su base annuale, il valore delle abitazioni soffre una flessione del 3,9%, rispetto al 4,9% del secondo trimestre. ciò è la sintesi delle diminuzioni su base annuale dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-4,8%) sia di quelle nuove (-1,3%)

in media, nei primi tre trimestri del 2014, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sintesi di un calo del 2,4% dei prezzi delle abitazioni nuove e del 5,5% dei prezzi di quelle esistenti

prezzi_delle_abitazioni_-_08_gen_2015_-_testo_integrale.pdf

sanzioni ape, ecco i chiarimenti dell'agenzia delle entrate

 

 

cosa succede in caso di violazioni in materia di attestazione della prestazione energetica (ape)? a spiegarlo la circolare n. 31/e/2014 dell'agenzia delle entrate, in cui si individua nel ministero dello sviluppo economico l'amministrazione competente all'irrogazione delle sanzioni

nel dettaglio, con la circolare è stato spiegato che l'art. 34 del decreto modifica l'art. 6, comma 3, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, individuando nel ministero dello sviluppo economico l'amministrazione competente all'irrogazione delle sanzioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, nei casi di violazioni relative alle disposizioni in materia di attestato di prestazione energetica

secondo quanto evidenziato, poi, il pagamento della sanzione non esenta comunque dall'obbligo di presentare l'attestato, in caso di omessa dichiarazione o allegazione dello stesso, al citato ministero

e ancora: "l'agenzia delle entrate, sulla base di apposite intese con il ministero dello sviluppo economico, individuerà, nel quadro delle informazioni disponibili, acquisite con la registrazione nel sistema informativo dei contratti di cui al comma 3 dell'art. 6 citato, quelle considerate rilevanti ai fini del procedimento sanzionatorio e le trasmetterà, in via telematica, allo stesso ministero dello sviluppo economico per l'accertamento e la contestazione della violazione"

Milleproroghe, stop al blocco degli sfratti nel 2015.

 

Milleproroghe, stop al blocco degli sfratti nel 2015.

Il 31 dicembre scorso è scaduto l'effetto del Decreto Milleproroghe per il 2013 che prevedeva il blocco degli sfratti per finita locazione fino alla fine del 2014, mentre nel nuovo Milleproroghe il Governo non ha inserito alcuna norma in merito. Dal 1 gennaio 2015, pertanto, sono tante le famiglie che rischiano di perdere la propria abitazione.

A-sfrattiNiente più blocco degli sfratti a partire dal 1 gennaio 2015. Il nuovo Decreto Milleproroghe (Decreto 192/2014, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale) non prevede, per la prima volta da anni, il blocco degli sfratti per finita locazione che coinvolge migliaia di famiglie in tutta Italia. Si tratta di quegli sfratti dati alla scadenza del contratto di affitto, in genere dovuti al fatto che il proprietario richiede un canone più alto e l'inquilino non accetta di corrispondergli la maggiorazione; questa tipologia di sfratti riguarda circa il 10% dei casi ossia circa 30 mila famiglie, mentre più comuni sono gli sfratti per morosità (90% del totale).

Il blocco degli sfratti costituiva una sorta di garanzia per le fasce più deboli: anziani o famiglie con reddito inferiore ai 27 mila euro e con disabili o malati a carico risiedenti in Comuni ad alta densità abitativa, in sostanza famiglie che hanno sempre pagato l'affitto ma che, a causa della crisi economica o delle condizioni personali di indigenza, non riescono più a farlo.

Il Ministero delle Infrastrutture ha spiegato che la proroga non è stata inserita dal momento che il Governo ha già provveduto a incrementare i fondi per il sostegno agli affitti e per la morosità incolpevole; ma tali finanziamenti non saranno fruibili da chi rimarrà senza casa per sfratti di fine contratto, dal momento che servono il primo per finanziare gli affitti per le famiglie a basso reddito, il secondo per coprire i debiti di chi, per cause indipendenti dalla propria volontà, non riesce a pagare l'affitto.

La fine del blocco sfratti fa decadere anche l'agevolazione fiscale che dal 2006 veniva concessa ai proprietari che concedevano in affitto l'abitazione a inquilini richiedenti il blocco sfratti. Tale agevolazione consisteva nella mancata imponibilità Irpef dei canoni percepiti, maggiorati del 20%.

Le associazioni a sostegno degli inquilini chiedono che, nel caso non venga inserita la proroga del blocco sfratti in sede di conversione in legge del Decreto, si provveda per lo meno a riversare nelle graduatorie per le case popolari le situazioni di famiglie senza casa, attribuendo loro punteggi alti, e che venga stanziato un nuovo fondo a sostegno di questa particolare categoria.

mercoledì 7 gennaio 2015

MORATORIA MUTUI: I COSTI DELLA SOSPENSIONE

In questo periodo di crisi sono numerosi gli imprenditori e le famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo. Una possibilità interessante è quella di sospendere il versamento delle rate per un certo periodo di tempo. Ma questa opzione deve essere attentamente valutata perché se da una parte si tratta di un’ottima soluzione in questi tempi di crisi di liquidità, dall’altra l’operazione ha un costo, spesso anche elevato.


Costi moratoria

Si tratta quindi di un’operazione che concede una boccata d’ossigeno a PMI e famiglie, ma che non è a costo zero: la sospensione riguarda infatti la sola quota capitale e non la quota interessi. Questo significa che durante il triennio della sospensione (2015-2017), i mutuatari dovranno continuare a pagare gli interessi, spesso calcolati non sulle rate sospese ma sull’intero debito residuo. Nel complesso, quindi, il costo del mutuo diventerà più elevato di quanto inizialmente concordato di circa il +10%.


Questi costi per la moratoria del mutuo sono dovuti ai cosiddetti “oneri di sospensione” che comprendono gli interessi che si accumulano nel periodo della sospensione delle rate, che si dovranno poi pagare alla banca quando si ricominciano a versare le rate del mutuo. Secondo in calcoli effettuati da Altroconsumo, sospendendo per 18 mesi il pagamento delle rate di un mutuo a tasso fisso di 150mila euro gli interessi da dover pagare alla banca ammonteranno a 4mila euro. In generale, in caso di moratoria, ad essere svantaggiati sono coloro che hanno stipulato un mutuo a tasso fisso rispetto a coloro che hanno un mutuo a tasso variabile perché:
  • nei mutui a tasso variabile il tasso d’interesse è composto dall’Euribor e dallo spread, quindi quando si ricomincerà a pagare nuovamente le rate si dovrà alla banca solo lo spread;
  • nei mutui a tasso fisso il tasso d’interesse è composto dall’Irs e dallo spread, dunque quando si torneranno a pagare le rate bisognerà versare alla banca lo spread più la differenza fra il valore attuale dell’Irs e quello al momento della stipula del mutuo.
Da sottolineare che gli istituti di credito di solito consentono al mutuario di pagare gli interessi accumulati durante il periodo di sospensione anche a rate, spesso senza ulteriori interessi, e che l’importo degli oneri da pagare dipende ovviamente anche dal periodo di sospensione. Fondamentale è informarsi preventivamente sui costi da pagare per la moratoria del mutuo e valutare attentamente costo/beneficio di questa opzione.


Nuova moratoria

Tra le misure previste, la Legge di Stabilità 2015 ha previsto anche una nuova moratoria sui mutui, introdotta da un emendamento di Francesco Cariello (M5S), che concede la possibilità per famiglie ed imprese di sospendere le rate dei mutui per tre anni.
«L’obiettivo è liberare risorse per generare liquidità e far ripartire l’economia», ha spiegato Cariello.
Nei prossimi tre mesi le parti sociali (Ministero dell’Economia, ABI, Associazioni di imprese e consumatori) dovranno trovare un accordo per definire i termini dell’operazione, avviando un tavolo di confronto entro marzo del 2015.

Moratoria prorogata

Intanto è stata prorogata di altri tre mesi la moratoria sui mutui prevista dall’accordo del primo luglio 2013 che doveva concludersi il 31 dicembre 2014, permettendo ad imprese e famiglie di farvi ricorso fino al 31 marzo 2015 per sospendere per 12 mesi il pagamento della quota capitale di mutui e leasing, nonché allungare la durata dei mutui, delle anticipazioni bancarie e del credito agrario di conduzione. Occasione finora sfruttata da ben 40 mila piccole e medie imprese, per un totale di 13 miliardi di euro di mutui sospesi.

martedì 6 gennaio 2015

Acquisto e ristrutturazione: il Fondo di garanzia per la prima casa

 

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il  Decreto Ministeriale 31 luglio 2014 che fornisce le istruzioni sull’accesso al Fondo di garanzia per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa. La legge di stabilità 2014, l’ex Finanziaria, ha introdotto questo Fondo con uno stanziamento di 600 milioni di euro da ripartire in 3 anni, dal 2014 al 2016. La gestione del Fondo è affidata alla CONSAP spa.
Il mutuo concesso con la garanzia del Fondo può essere erogato dalla banca aderente all’iniziativa, solo per l’acquisto, ristrutturazione o accrescimento dell’efficienza energetica dell’abitazione da adibire a prima casa. Non deve essere accatastata come immobile di lusso e di pregio, quindi nelle categorie catastali A1, A8 e A9. L’importo massimo concesso per il mutuo sulla prima casa è di 250mila euro.

Hanno accesso prioritario ai mutui garantiti dal Fondo:

  • giovani coppie
  • nuclei familiari con un solo genitore e con figli minori
  • giovani sotto i 35 anni di età con contratto di lavoro atipico

Tali soggetti alla data di presentazione della domanda non devono essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo, tranne quelli acquisiti in caso di successione mortis causa, in uso a titolo gratuito per genitori o fratelli.

La domanda di ammissione al Fondo si presenta solo on line alla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) da parte della banca a cui si rivolgono gli aspiranti mutuatari. Spetta alla Consap una volta ricevuta telematicamente la domanda, assegnare alla richiesta un numero legato all’ordine di arrivo cronologico e in seguito comunica, sulla base della disponibilità del Fondo, entro 20 giorni al finanziatore, l’ammissione alla garanzia la cui efficacia decorre in via automatica dalla data di erogazione del mutuo. Sorge così in capo al mutuatario l’obbligo di restituire le somme pagate dal Fondo, insieme agli interessi che maturano dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e alle spese sostenute per il recupero.

La doccia nella vasca aggiungendo un pannello

 

Se nel bagno non c’è lo spazio per il box doccia e non si è predisposto un sistema combinato di vasca e doccia, si può ovviare al problema, montando delle pareti protettive sulla vasca che permettono di godere il comfort della doccia in vasca senza il rischio di bagnare tutto il bagno. Ad ante fisse, scorrevoli, pieghevoli o a soffietto, le tipologie delle pareti doccia sopravasca sono molteplici e adatte a qualsiasi esigenza, in relazione alla posizione della vasca rispetto ai muri del bagno. La soluzione più semplice è quella di montare sulla vasca una sola anta paraspruzzi che si appoggia al bordo della vasca e si fissa da un lato al muro. Con due pannelli si realizza una mezza parete, mentre con tre o quattro ante si riesce anche a chiudere completamente la vasca nella sua lunghezza: in questo ultimo caso meglio scegliere una struttura autoportante da fissare ai muri alle due estremità laterali. Le pareti sopravasca, come quelle dei box doccia, sono realizzate in cristallo temprato e rifinite con profili comunemente in alluminio lucido od opaco. I modelli più attuali hanno forme stondate, alcune pareti si ripiegano addirittura verso il muro, sfruttando in questo modo fino all’ultimo centimetro di spazio. Le ante pieghevoli si aprono spesso in entrambi i versi, sia all’esterno sia all’interno. Le pareti doccia hanno un’altezza compresa tra i 140 e i 150 cm, la larghezza è invece variabile.

Clicca sulle immagini per vederle full screen

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Ha anta finale arrotondata la parete vasca Aurora della collezione Trendy di Samo in vetro temperato trasparente. L’apertura è verso l’esterno. È dotata di profili in alluminio brillantato cromo lucido. Alta 150 cm, ha un’estensibilità di 107/109 cm. Prezzo, Iva esclusa, 401 euro. www.samo.it

Ha anta finale arrotondata la parete vasca Aurora della collezione Trendy di Samo in vetro temperato trasparente. L’apertura è verso l’esterno. È dotata di profili in alluminio brillantato cromo lucido. Alta 150 cm, ha un’estensibilità di 107/109 cm. Prezzo, Iva esclusa, 401 euro. www.samo.it

Hanno profilo in alluminio brillantato le pareti doccia della collezione Era Plus Box di Hafro in cristallo temperato con spessore di 6 mm. Prezzo, Iva esclusa, della misura L 90/92 x H 140 cm 355 euro. www.hafro.it

Hanno profilo in alluminio brillantato le pareti doccia della collezione Era Plus Box di Hafro in cristallo temperato con spessore di 6 mm. Prezzo, Iva esclusa, della misura L 90/92 x H 140 cm 355 euro. www.hafro.it

È realizzato in vetro curvato da 6 mm il sopravasca Sei di Arblu dotato di ripiegatura verso il muro. L’apertura è verso l’esterno. I profili hanno finitura argento lucido. Alta 140 cm, l’anta ha un’estensibilità di 97,5/99,5 cm. Prezzo 927 euro. www.arblu.it

È realizzato in vetro curvato da 6 mm il sopravasca Sei di Arblu dotato di ripiegatura verso il muro. L’apertura è verso l’esterno. I profili hanno finitura argento lucido. Alta 140 cm, l’anta ha un’estensibilità di 97,5/99,5 cm. Prezzo 927 euro. www.arblu.it

I due elementi pieghevoli della parete sopravasca della collezione multi-s4000 di Duka sono in cristallo Securit da 6 mm. L’apertura può essere esterna o interna e il profilo verticale di compensazione è in alluminio. Alta 150 cm, ha una larghezza totale di 118 cm. Prezzo 692,90 euro. www.duka.it

I due elementi pieghevoli della parete sopravasca della collezione multi-s4000 di Duka sono in cristallo Securit da 6 mm. L’apertura può essere esterna o interna e il profilo verticale di compensazione è in alluminio. Alta 150 cm, ha una larghezza totale di 118 cm. Prezzo 692,90 euro. www.duka.it

Anno nuovo…casa nuova

 

Comincia il nuovo anno e bisogna far largo ai buoni propositi. Se fra questi c’è quello di comprare finalmente casa e di decidersi a smettere di pagare l’affitto, allora bisogna impegnarsi seriamente per dare alla propria vita una delle svolte più importanti. Un noto sito americano specializzato in compravendite ha stilato una sorta di guida per chi è pronto al grande passo, o almeno crede di esserlo.

Primo passo: sicurezza e compromessi

Prima di tutto bisogna capire se il momento è davvero quello giusto per procedere all’acquisto. Comprare casa è un impegno molto importante e per essere certi di poterlo sostenere serve (ovviamente) un lavoro stabile e la sicurezza di voler vivere nella città in cui si sta cercando almeno per i prossimi 10 anni. Inoltre serve la consapevolezza di tutto ciò che l’essere proprietari comporta, ossia lavori di riparazione e mantenimento, riunioni di condominio, pulizie e altri impegni.

In seconda battuta bisogna convincersi del fatto che la perfezione non esiste, nemmeno quando si parla di case. Si deve essere pronti a dei compromessi: sono pochissime le persone che trovano una proprietà che soddisfi al 100% ogni sua aspettativa. Per questo si deve avere bene in mente quali aspetti sono fondamentali e a quali, invece, si è disposti a rinunciare, o quanto meno sui quali si può essere accomodanti. Per qualcuno un piano alto può essere più importante di un giardino; per altri è necessario che l’immobile sia nuovo e che non servano lavori di ristrutturazione. Ci sono persone che preferiscono proprietà di piccole dimensioni in cui non insorgano problemi con il vicinato, altri hanno come punto irrinunciabile la location centrale e, quindi, per questo sono disposti a vivere nei grandi condomini pur di vivere nella zona della città che più amano. Tutto è soggettivo, ma la lista delle cose irrinunciabili va fatta.

Mutuo e burocrazia

Non si dimentichi che anche i conti matematici sono necessari: il mutuo non sarà l’unica spesa da sostenere. Diventando proprietari di un immobile bisogna anche farsi carico di tutti i costi necessari a mantenere non solo la propria casa, ma anche lo stabile con tutte le parti comuni. Gli esperti, inoltre, consigliano di tenersi un piccolo gruzzoletto da parte, una sorta di paracadute per ogni emergenza.

La burocrazia ha un peso decisivo, non bisogna arrendersi. Se il proprio desiderio è davvero quello di comprare casa, allora vale la pena di passare qualche giorno libero a racimolare tutti i documenti necessari: buste paga, dichiarazione dei redditi, certificati anagrafici e tutto ciò che viene normalmente richiesto.

Prima di iniziare a vedere gli appartamenti, per non rischiare brutti colpi e delusioni, è sempre meglio essere sicuri che le banche siano pronte a concedere un mutuo alle condizioni che poniamo.

Una volta superate tutte le prove elencate, allora ci si può considerare veramente pronti al grande passo. È il momento più divertente, quello della ricerca. E perché questo sia più fruttuoso, ma anche meno “pesante”, è bene formare una sorta di squadra. Avere al proprio fianco un agente immobiliare di fiducia per ricerca consulenza e sicurezza della trattativa è il primo passo per rendere la ricerca facile e mirata.