mercoledì 28 febbraio 2018

Mutui accessibili e mercato in ripresa, ma prezzi fermi secondo Bankitalia


News Gruppo Immobiliare.it|Federica Tordi


Sono state più di 1.500 le agenzie immobiliari che la Banca d’Italia ha interpellato nel suo consueto sondaggio congiunturale. E il responso è stato unanime: con oltre l’83% delle imprese che hanno venduto almeno un’abitazione, nel quartro trimestre del 2017 la domanda sul mercato in Italia è migliorata. Tuttavia, l’aumento dei prezzi che molti economisti auspicano sembra ancora piuttosto lontano.

Mutui più accessibili

Tra i fattori responsabili della ripresa, sicuramente ci sono i mutui: che oltre ad avere toccato i minimi storici per quanto riguarda i tassi di interesse, vengono anche concessi più facilmente alle famiglie. Sono infatti appena il 15% circa gli agenti che hanno dichiarato di avere perso un mandato perché il potenziale acquirente non è riuscito a ottenere il prestito desiderato dalla propria banca. Può sembrare una percentuale ancora piuttosto alta, e invece è quella più bassa da quando è stato introdotto questo tipo di rilevazione, ovvero dal 2009.

I prezzi rimangono inchiodati

Sebbene i giudizi sulla stabilità dei prezzi siano prevalenti, molti agenti hanno segnalato alla Banca d’Italia una pressione sul ribasso. Il numero di operatori che hanno notato una crescita positiva è infatti diminuito rispetto a quelli che hanno indicato una diminuzione, soprattutto nelle aree del Centro Italia (con un saldo negativo tra i primi e i secondi che è passato dal -21,9% della fine del terzo trimestre al -23,8% del quarto). Nelle regioni del Nord Ovest così come nel Sud del Paese, invece, la tendenza sembrerebbe più favorevole.

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Fondo garanzia prima casa, dove trovare l'elenco delle banche aderenti



Chi è interessato ad accedere al Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa e non sa a quale istituto di credito rivolgersi non deve far altro che controllare l’elenco delle banche aderenti. Trovarlo è semplice, basta consultare il sito di Consap.

L’elenco è in continuo aggiornamento e permette di individuare le banche aderenti in grado di venire incontro al richiedente. Una volta individuato l’istituto di credito aderente all’iniziativa occorre presentare la domanda di accesso al Fondo, utilizzando l’apposita modulistica.

Il Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa è stato istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la legge di Stabilità 2014. Si tratta di uno strumento volto a favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della casa di abitazione.

Si ricorda che il richiedente, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo salvo quelli acquistati per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile ad uso abitativo deve essere sito nel territorio nazionale inoltre, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei Lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.

Il mutuo ipotecario deve essere di importo non superiore a 250.000 euro, concesso dalla banca o intermediario finanziario che ha aderito all’iniziativa in base al Protocollo di intesa sottoscritto l’8 ottobre 2014 tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e Abi.

E’ previsto un tasso calmierato del finanziamento (tasso effettivo globale - TEG non superiore al tasso effettivo globale medio - TEGM (pubblicato trimestralmente sul sito del MEF per le seguenti categorie:

  • giovani coppie (dove almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni);
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani di età inferiore ai 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP, comunque denominati.

Mutuo e acquisto prima casa, ecco alcune agevolazioni



Anche nel 2018 le fasce più deboli della popolazione possono acquistare una casa. Questo grazie ad alcune agevolazioni e a diversi strumenti finanziari. Vediamo quali.

Fondo garanzia prima casa – Il fondo rilascia la garanzia statale per mutui fino a 250.000 euro. Si tratta di uno strumento gestito da Consap (concessionaria pubblica di servizi assicurativi) e grazie al quale i soggetti che non hanno solide garanzie finanziarie da presentare alle banche hanno più facile accesso al credito. Il fondo, infatti, rilascia garanzia a copertura di un massimo del 50% della quota capitale.

Fondo solidarietà mutui acquisto prima casa – Questo fondo, gestito sempre da Consap, va in soccorso delle famiglie che nel corso di quest’anno dovessero essere in difficoltà nel pagare le rate del mutuo. Il fondo è stato istituito dalla legge 244/2017. In caso di perdita di lavoro o insorgere di un’invalidità, ad esempio, si può chiedere la sospensione delle rate. In base a quanto previsto, l’Isee del nucleo familiare non deve superare i 30.000 euro e il mutuo i 250.000 euro ed è possibile saltare le rate per 18 mesi complessivi, divisi anche in due periodi diversi. Nel corso della sospensione, il fondo paga gli interessi alle banche, il proprietario della casa poi ripagherà il capitale allungando la rata del mutuo. E’ da ricordare poi che l’Abi ha prorogato fino al prossimo 31 luglio l’accordo con le associazioni dei consumatori sulla sospensione della sola quota capitale dei finanziamenti concessi alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione o dei crediti al consumo.

Leasing immobiliare residenziale – Il leasing immobiliare residenziale consente fino al 31 dicembre 2020 di abitare una casa fin dal momento della sottoscrizione del contratto pagando un canone, ma rinviando la decisione di acquisirla in proprietà. Chi ha un reddito inferiore a 55.000 euro e un’età inferiore a 35 anni può detrarre dall’Irpef il 19% sui canoni di leasing, entro il limite di 8.000 euro l’anno, e sulla rata di riscatto finale per un importo non superiore a 20.000 euro, per chi ha oltre 35 anni queste cifre sono dimezzate.

Ristrutturazione in proprio della casa, spetta la detrazione Irpef?


Gtres 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito a chi compete la detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:

Ho intenzione di ristrutturare in proprio la mia abitazione. Ho diritto alla detrazione Irpef per recupero edilizio?

L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:

La detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, prevista dall’articolo 16-bis, Tuir, compete anche a chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati.

Si ricorda che la legge di Bilancio 2018 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la misura potenziata della detrazione (50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare).

Ristrutturazione nel 2017 e acquisto mobili nel 2018: si ha diritto al bonus?


 

Uno dei quesiti proposti a Fisco Oggi, la rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate, riguarda la possibilità di usufruire del cosiddetto bonus mobili se i lavori di ristrutturazioni sono stati effettuati nel 2017 e gli acquisti di mobili e di elettrodomestici nel 2018.

Secondo l'Agenzia delle Entrate la risposta è affermativa. Secondo quanto stabilisce l'ultima legge di Bilancio, infatti, è possibile usufruire della detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici effettuato nel 2008 per arredare un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione, sempre e quando, tali lavori abbiano avuto inizio a partire dal 1º gennaio 2017.

Indipendentemente dall'ammontare della spese, l'importo massimo per cui si può avere diritto al bonus è di 10mila euro, ripartiti in 10 quote annuali di pari importo.

Superficie immobili di lusso: nuova sentenza della Cassazione conteggiati anche i sottotetti e i seminterrati


 

Per il calcolo della superficie utile di un immobile, fattore determinante per la sua classificazione come "abitazione di lusso", devono essere conteggiati anche i sottotetti e i seminterrati. A dirlo una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Immobili di lusso e agevolazioni prima casa

Le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa non si applicano alle abitazioni di lusso, rientranti nelle categorie A1, A8 e A9. In base al DM del 2 agosto 1969 devono essere considerate di lusso le singole unità immobiliari aventi superficie complessiva superiore a 240 m2. Non entrano a far parte del computo della superficie i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e il posto macchine.

Secondo la sentenza delle Cassazione 2010/2018, intervenuta in un contezioso tra l'Agenzia delle Entrate e un neoproprietario di un immobile considerato di lusso dal Fisco, tutti gli altri ambienti non previsti dal Dm - nel caso in oggetto sottotetti e seminterrati - devono essere computati nella superficie utile alla classificazione dell'immobile.

Trattandosi di un immobile di lusso, quindi, la prima casa non usufruisce delle agevolazioni fiscali e l'acquirente deve versare per intero le imposte di registro, ipotecarie e catastali.

fonte idealista

domenica 18 febbraio 2018

2018: tutto sui bonus ristrutturazione e mobili




La legge di bilancio 2018 prevede anche per quest’anno una serie di detrazioni legate all’ammodernamento degli immobili. Facciamo un po’ di chiarezza grazie alla guida dell’agenzia delle entrate che spiega le modalità e i requisiti per ottenerle.

Bonus ristrutturazione o ecobonus?

Una delle novità del 2018 è che l’ecobonus per la sostituzione di caldaie, finestre e schermature solari è stato ridotto dal 65% al 50%, diventando di fatto pari al bonus ristrutturazione. Ma allora quale dei due scegliere? Prima di tutto chiariamo che l’ecobonus è una detrazione Irpef e Ires e pertanto rappresenta l’unica agevolazione a cui possono accedere le imprese. Inoltre, riguarda gli edifici esistenti di tutte le categorie catastali. Il bonus ristrutturazione, invece, consiste in una detrazione Irpef, interessa solo i privati e coinvolge unicamente gli immobili residenziali. 

Di conseguenza, la possibilità di scegliere fra l’uno e l’altro si ha in questi casi:

  • Privato cittadino
  • Si vuole ristrutturare un immobile residenziale
  • Si vogliono sostituire i serramenti, le caldaie a biomassa o le caldaie a condensazione in classe A

L’ecobonus è invece l’unica soluzione nel caso di:

  • Imprese
  • Privati cittadini che devono ristrutturare edifici non residenziali
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari

Altre differenze

Il bonus ristrutturazione non vale in caso di lavori di manutenzione ordinaria e ha un limite di spesa complessivo di 96 mila euro, mentre l’ecobonus ha solo tetti massimi dedicati per ogni intervento (per esempio 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione). Inoltre, dal 2018 chi si avvale dell’ecobonus potrà optare per la cessione del credito di imposta ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, tranne che alle banche.

Bonus mobili 2018

È stata prorogata al 31 dicembre 2018 la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, purché gli interventi di ristrutturazione siano iniziati non prima dell’1 gennaio 2017 (o dell’1/1/2016 in caso di acquisti realizzati nel 2017). Come per il 2017, anche nel 2018 la detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo non superiore a 10.000 euro e spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio. Questi, infine, i documenti da conservare per effettuare la richiesta:

  • ricevuta del bonifico
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito)
  • documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture con indicate la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti

di Laura Fabbro

News Gruppo Immobiliare.it|Giulia Rabbone