venerdì 5 dicembre 2014

Arredare l’angolo cottura con la penisola che divide dal soggiorno

 

Spesso la presenza di porte e finestre sulle pareti ostacolano un po’ nella scelta degli arredi. In particolare la nostra lettrice Elisa F. ci racconta del suo angolo cottura in soggiorno che, essendo inserito in una specie di profonda rientranza, risulta difficile da arredare per la presenza nel mezzo di un serramento. Ecco il progetto che il nostro esperto ha stilato per lei.

  • Risponde MODOURBANO Architettura www.modourbano.it

Il progetto non prevede interventi murari ma un’opzione realizzabile attraverso la sola configurazione degli spazi attraverso l’arredo. La cucina si sviluppa sulle due pareti non occupate da finestrature; a dividere lo spazio tra la zona giorno e l’angolo cottura trova posta una penisola, estensione naturale del piano di lavoro della cucina ma anche tavolo per due persone, adatto alle colazioni ed ai pasti principali. Il bancone della cucina attrezzato come zona pranzo e, se necessario, anche come base per contenere permette di guadagnare spazio e separare il soggiorno dalla zona operativa. Ecco il progetto che il nostro esperto ha preparato in risposta alla richiesta di Elisa F.

La soluzione permette di comprimere in un piccolo spazio le due funzioni all’interno dello stesso locale senza sacrificare ulteriormente la zona relax. Laccature e nuance di colore delle ante della cucina vengono riproposte nel mobile libreria e nella parete attrezzata per uniformare e rendere omogeneo anche visivamente lo spazio; in questo modo il divano diventa l’elemento centrale del locale principale, in posizione privilegiata rispetto all’illuminazione della stanza e in diretta corrispondenza del mobile tv e del camino esistente.

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Frusone-Layout A3

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tasi casa coniugale: chi paga in caso di separazione?

 

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mancano poco più di dieci giorni alla scadenza per il pagamento del saldo della tasi. a pagare saranno i detentori a qualsiasi titolo dell'immobile, quindi sia i proprietari che gli inquilini, secondo aliquote e detrazioni decise dai singoli comuni. ma a chi è dovuto il pagamento dell'imposta sui servizi indivisibili sulla casa coniugale nel caso di due coniugi separati? secondo il mef valgono le stesse regole dell'imu, ma non sempre il comune è conforme

secondo la risposta n 22 delle faq del mef del giugno 2014, qualora gli immobili cointestati a due ex coniugi vengano assegnati dal giudice, in fase di separazione o divorzio, a uno solo dei due, colui che ha il diritto di abitazione versa la tasi, a prescindere dalla quota di possesso

tasi casa coniugale in affitto
mef, l'unica eccezione al pagamento dell'assegnatario è il caso in cui l’ex casa coniugale sia concessa in locazione. in tale ipotesi la tasi deve essere calcolata dal proprietario con l'aliquota prevista dal comune per gli “altri immobili” e l'importo ottenuto competerà in parte al proprietario e in parte al conduttore, in base alle quote deliberate dal comune

questa interpretazione che di fatto è una trasposizione delle regole stabilite per l'imu, non è però espressamente stabilita dalla normativa sulla tasi. per questa ragione molti comuni hanno previsto delle regole diverse. fermo restando che l'unico ente accertatore rimane il comune è quindi importante verificare quanto stabilito dalla specifica delibera

tasi casa coniugale in proprietà
in particolare nel caso in cui i due coniugi siano comproprietari dell'immobile, il comune potrebbe considerare - contrariamente a quanto affermato dal mef, che l'imposta debba essere calcolata da entrambi i soggetti con l'aliquota dell'abitazione principale e poi ripartita tra i due in base alle quote di possesso. con le stesse percentuali vanno poi spalmate le detrazioni previste dalla delibera comunale

mutui, ottenere un finanziamento che copra più dell'80% del valore della casa non è più una chimera

 

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buone notizie sul fronte dei finanziamenti per l'acquisto della casa. se fitch ha promosso il mercato dei mutui e abi ha certificato come nei primi dieci mesi dell'anno l'erogato ha superato quello dell'intero 2013, adesso genworth - compagnia specializzata nella copertura del credito in caso di insolvenza del mutuatario- certifica l'aumento dei prestiti con un loan to value superiore all'80%

nel corso del convegno credito al credito 2014 organizzato dall'abi, genworth ha presentato le sue stime sul mercato dei finanziamenti per l'acquisto della casa sulla base di dati di banca d'italia, assofin e databank. secondo la compagnia, nel 2014 l'erogazione dei mutui superiori all'80% del valore dell'immobile raggiungerà gli 1,2 miliardi di euro (5% del totale) rispetto agli 814 mmilioni del 2013 (3,8% del totale). non si tratta quindi di una percentuale notevole, ma sicuramente di un segnale importante

secondo genworth "il 2014 non sarà l'anno che sancirà una vera e propria svolta, ma si confermano i segnali di un'inversione di tendenza per il prossimo futuro, per quanto riguarda il mercato sia dei mutui residenziali che delle compravendite immobiliari"

Modello 730/2014: detrazione Irpef per interessi passivi sui mutui

 

modello 730 2014

Il modello 730/2014 permette di detrarre gli interessi passivi sui mutui riguardanti la prima casa, grazie al diritto di
detrazione del 19% sul costo sostenuto. Al fine di poter usufruire di questa agevolazione è però necessario prestare
molta attenzione a ciò che deve essere dichiarato, per evitare di incorrere in sanzioni future. E soprattutto tenere in mente
cosa indicare nel quadro E della dichiarazione dei redditi.

Condizioni da rispettare
  • Il mutuo ipotecario deve essere stipulato 6 mesi prima della data di inizio lavori o nei 18 mesi seguenti;
  • la casa deve essere adibita a residenza principale entro 1 anno dalla fine dei lavori di costruzione;
  • per i mutui contratti dal 1° gennaio 2001 l’unità immobiliare deve essere stata adibita a prima casa entro 6 mesi dalla
    fine dei lavori;
  • l’unico soggetto che può stipulare il contratto di mutuo è colui che ha il possesso dell’immobile.
Documentazione necessaria
  • Quietanze relative ai pagamenti degli interessi sostenuti nel 2013;
  • copia del contratto del mutuo ipotecario;
  • contratto di acquisto dell’abitazione;
  • autocertificazione, per l’attestazione dell’immobile come abitazione principale.
A chi spetta la detrazione del 19%?

All’interno del quadro E, sul modello 730 la detrazione massima è di 4.000,00 euro, su cui bisogna calcolare il 19%
per ciascun intestatario. Questo beneficio è valido per tutti i mutui contratti prima del 1993, mentre per tutti quelli stipulati
dopo il 1993 i 4.000,00 euro devono essere suddivisi tra tutti i cointestatari. In caso i coniugi siano separati e abbiano
un mutuo cointestato spetta ad ognuno il 50%. Nel caso invece questi siano divorziati e il coniuge titolare/contitolare ha
lasciato la dimora abituale, la detrazione è fruibile solo se nella casa ci sono familiari a carico del soggetto.

Non hanno invece diritto alla detrazione tutti coloro che hanno stipulato un mutuo nel 1991 e 1992 per motivi differenti dall’acquisto di prima casa (per esempio per esigenze di ristrutturazione). Mentre l’eccezione viene fatta per i mutui di ristrutturazione  del 1997 e per quelli ipotecari a partire dal 1998.

domenica 30 novembre 2014

nuovo isee, cosa cambierà per la casa nel bene e nel male

 

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con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto sui modelli di dichiarazione è stato messo l'ultimo tassello del nuovo riccometro che farà il suo debutto ufficiale il 1° gennaio 2015. a partire dall'anno prossimo, la casa di proprietà avrà un ruolo maggiore nell'isee perché si considererà il suo valore ai fini del calcolo dell'imu e non a quello dell'ici, mentre gli sconti previsti potrebbero avere un effetto tutto sommato limitato

isee patrimonio immobiliare
il patrimonio immobiliare incide per un 20% ai fini dell'ise pari ed è pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attività d’impresa. si terrà conto anche degli eventuali immobili posseduti all'estero dai componenti del nucleo famigliare, che peserà un valore pari a quello definito ai fini del valore degli immobili situati all’estero al netto del debito residuo per l’acquisto o la costruzione

valore isee prima casa
nel nuovo riccometro, la casa di proprietà peserà in proporzione al suo valore ai fini imu e non più in base a quello misurato dall'ici. si tratta di un aggiornamento necessario considerando che la vecchia imposta sugli immobili non esiste più da tre anni. addio anche alla franchigia da 100milioni di lire (51.646 euro), mentre al suo posto viene introdotto un abbattimento automatico di un terzo. il valore imu dell'immobile quindi deve essere abbattuto di un terzo prima prima di considerarlo ai fini del calcolo isee

calcolo isee prima casa
le nuove regole peseranno di più sulle case con un minor valore fiscale.basti pensare che il peso di un appartamento che vale 800mila euro ai fini imu cresce dell'11,7%, mentro uno di 160mila euro il nuovo indice varrà  il 53,4% in più. escluse solo le case più modeste, perché nel nuovo isee non verranno considerate le case con un valore uguale o inferiore a 52.500 euro (soglia che cresce di 2500 euro per ogni figlio convivente dal terzo in poi)

isee mutuo prima casa
buone notizie per chi ha acceso un mutuo, soprattutto se è all'inizio del suo periodo di ammortamento. anche nel nuovo riccometro, infatti, il debito residuo va sottratto dai calcoli

detrazione canone affitto isee
aumenta l'importo massimo dei costi dell'affitto che si può portare in detrazione del reddito ai fini del calcolo dell'isee. l'importo aumenta da 5165 a 7000 euro con un incremento di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo

imu sui terreni agricoli, esenti solo i comuni montani sopra i 600 metri

 

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i proprietari di terreni agricoli fino al momento esenti dall'imu si troveranno a dicembre a pagare l'imposta per il 2014. il decreto attuativo del dl 66/2014 - previsto a giorni in gazzetta ufficiale - taglierebbe drasticamente l'elenco dei comuni che l'istat considera montani e quindi esenti dal pagamento. a non versare la tassa saranno solo quelli con altitudine superiore ai 600 metri sul livello del mare. ma il governo pensa a una correzione dal 2015

la vicenda è nata dal decreto sul bonus irpef che ha inserito una revisione delle vecchie esenzioni per i comuni montani, con l'obiettivo di raccogliere 350milioni di fondi. per raggiungere tale scopo il decreto attuativo del ministero dell'economia, interno e politiche agricole taglia drasticamente l'elenco dei comuni che l'istat considera montani e quindi sono esenti dal pagamento

in base al nuovo provvedimento indatti, l'esenzione totale sarebbe limitata ai comuni con altitudine superiore a 600 metri sul livello del mare, mentre quando l'atitudine è compresa tra i 281 e i 600 metri, ad essere esclusi sono solo i coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e gli imprenditori agricoli professionali. niente sconti nei comuni con altitudine inferiore a 281 metri

tanti i problemi che ne derivano. con l'entrata in vigore del nuovo provvediemnto infatti l'esenzione totale sarebbe ristretta a 1578 comuni, mentre in altri 2568 enti sarà riservata solo alle categorie sopra citate. circa 2000 proprietari di terreni agricoli che non hanno mai pagato si troveranno quindi a versare l'imposta, ed inoltre il versamento dovrebbe avvenire con un'unica soluzione il 16 dicembre

il decreto attuativo, il cui arrivo è previsto a giorni in gazzetta ufficiale, dovrebbe essere però accompagnato dalla premessa che, a partire dal 2015, potrebbe essere trovata una nuova soluzione. la polemica è servita

Tassa unica sulla casa, cosa cambia?

 

Tassa unica sulla casa, cosa cambia?

Anche l'Unione Europea ha dato la sua approvazione alla Legge di Stabilità, che nella sua ultima versione all'esame della Camera dovrebbe contenere anche un emendamento che cambierà la tassazione sulla casa, introducendo la tassa unica.

9491897 mlMentre arrivava l'approvazione dell'Unione Europea alla Legge di Stabilità, in Italia la discussione sulla stessa programmata in Aula a Montecitorio per il 24 novembre slittava al 27. Oggetto della disamina sono gli emendamenti ancora in fase di valutazione, fra i quali si annovera quello sulla tassa unica per la casa preannunciata qualche settimana fa dal Governo Renzi. Una riforma che si rende ancor più necessaria dal momento che siamo ormai alla fine dell'anno e i tetti di aliquota e le agevolazioni statali sono state previste solo per il 2014, facendo presagire per il 2015 aumenti record, a meno di modifiche.

Cosa cambia. La Local Tax alla quale sta lavorando l'esecutivo riunirà Imu, Tasi, addizionali Irpef e altre imposte comunali come la Tosap sull'occupazione del suolo pubblico e quella sulle affissioni pubblicitarie. La novità fiscale entrerà in vigore nel 2015, e l'accordo con i sindaci prevede che l'imposta non riguardi i proprietari di case dal valore catastale inferiore ai 300 euro, mentre per gli altri le aliquote varieranno dal 2,5 al 5 per mille, con una detrazione fissa di 100 euro per la prima abitazione.

Detrazioni. La Local Tax si configura sempre più come un ritorno alla vecchia Imu, anche se più cara. Dovrebbero tornare infatti le detrazioni fisse sulle abitazioni principali che erano venute meno con la Tasi (200 euro più 50 euro per ciascun figlio convivente di età inferiore ai 26 anni). Ai Comuni viene lasciata la possibilità di introdurre ulteriori sgravi basati sull'ISEE.

Seconde case e uso diverso. I proprietari di seconde case e di negozi se la passeranno anche peggio: l'aliquota da corrispondere, che attualmente varia tra l' 8,6 e il 10,6 per mille, verrà calcolata tra l'8,5 e il 12 per mille. Novità anche per capannoni industriali, alberghi e centri commerciali, che vedranno la loro addizionale Irpef tornare tutta allo Stato. In cambio i Comuni si vedranno corrispondere 4,5 miliardi di gettito dall'Imu proveniente dalla categoria D.

Affitti. La Local Tax verrà pagata interamente dal proprietario, quindi verrà cancellata la quota a carico degli inquilini che hanno affittato una abitazione. Imprese e negozi, in caso di affitto dei locali, saranno invece tenuti a pagare la loro parte, comprendente anche altri tributi come quello sulle affissioni. Diverso il discorso per quanto riguarda la Tari: l'imposta sui rifiuti, impossibile da accorpare nella tassa unica, rimarrà separata e continuerà ad arrivare il classico bollettino precompilato intestato all'utilizzatore effettivo del locale.

Deducibilità delle imprese. Con la Local Tax cambia la quota di deducibilità delle imprese, che passa al 30% dall'attuale 20% dell'Imu e il 100% della Tasi.